Soru lancia l’Open Campus di Tiscali per gli startupper di Cagliari

Maria Teresa Cometto —  marzo 17, 2013 — 2 Comments

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CAGLIARI – Sala strapiena (almeno 200 persone, molte in piedi o sedute per terra) alla mediateca Mem sabato 16 marzo pomeriggio: moltissimi giovani venuti a sentir parlare di startup e lavoro. Il Mem é una bella struttura: un sacco di ragazzi – dalle vicine universitá – che studiano e si ritrovano in questi spazi moderni, con biblioteche multimediali, bar e spazi d’incontro. Era un mercato coperto. Bella riconversione!

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Luca De Biase del Sole24Ore é un ottimo moderatore: gli piace il richiamo a “Sex and the City” del titolo del nostro libro e io confermo che davvero oggi le startup sono sexy a NYC (“Se vuoi rimorchiare il venerdí sera devi fare una startup”ci ha detto l’angel investor Brian Cohen), oltre ad essere un’importante occasione di lavoro.

Renato Soru dice ai giovani in sala che non devono aspettare qualcuno che faccia qualcosa per loro, ma devono prendere il proprio destino nelle proprie mani e rischiare. Dice che il nostro libro, con le storie di imprenditori che racconta, puó essere fonte d’ispirazione per loro. “Il futuro della Sardegna passa dall’innovazione, dall’industria della conoscenza, non dagli alberghi che stanno aperti solo due mesi l ánno e assumono camerieri precari”, dice Soru fra gli applausi. E spiega le novitá di Tiscali, dove lui é tornato da tre anni, nel pieno di una crisi grave: nuove tecnologie di streaming, un social network, un motore di ricerca & condivisione. Tiscali sta crescendo di nuovo e sta cercando qualche decina di ingegneri. Mentre 70 ingegneri lavorano giá per la startup Telit, da poco trasferita a Cagliari da Trieste, fondata da giovani italiani-israeliani: si occupa di “Internet delle cose” ed é un esempio, secondo lui, della possibilitá di Cagliari di diventare un polo tecnologico attraente per talenti di tutto il mondo. Poi fa un annuncio importante: da lunedí 18 Tiscali apre l'<<Open Campus>>, uno spazio dove chiunque puó andare a stabilirsi e lavorare, magare farsi la sua startup, con l’accesso ai servizi e alle infrastrutture dell’azienda e anche la possibilitá di dialogare con gli ingegneri, i tecnici, i manager di Tiscali.

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E Soru lancia anche un paio di idee agli altri panelist: al sindaco di Cagliari, il 35enne Massimo Zedda, propone di far diventare il sito del comune di Cagliari “il piú bello d’Italia” con la consulenza gratuita di Tiscali: e a Franco Mannoni, vicepresidente della Fondazione Banco di Sardegna, suggerisce di comprare il dominio Internet “.sar” cosí come la cittá di New York ha comprato il dominio “.nyc” per dare piú forza al brand locale. Zedda e Mannone sembrano d’accordo sul lavorare a questi progetti.

Mario Mariani, fondatore dell’incubatore The Net Value, ha preannunciato un’altra prossima iniziativa per incentivare le startup a stabilirsi in questa cittá: Cagliari Startup. C’era anche Roberto Mazzei, ceo della societá di gestione Principia sgr, che ha investito circa 20 milioni di euro in 11 startup sarde, di cui dieci a Cagliari.

Alla fine ci siamo fermati a parlare con i giovani presenti e Alessandro ha dato appuntamento al mattino dopo a chi era interessato a fargli domande e chiedere consigli. Non si é strattato insomma solo di un evento-spettacolo, ma di un momento costruttivo e operativo. Tutti ne sono usciti con piú carica e fiducia nella possibilitá di continuare a costruire e crescere, partendo dalla tradizione di startup internettiane che caratterizza questa cittá.

Maria Teresa Cometto

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  • Convegno molto interessante. Grazie mille agli organizzatori. Torneremo presto sui contenuti dell’evento, non solo per dare conto degli interventi, ma anche per dare un nostro apporto con precise proposte operative (per come muoversi). Per ora solo una critica, o meglio una riflessione: va bene che l’occasione era data da un libro sull’esperienza delle start up a New York, ma si sarebbe dovuto dare un po’ di spazio anche all’Europa, a ciò che in fatto di start up e dintorni si muove in Europa. L’Unione Europea sta operando bene in fatto di innovazione e creazione di impresa innovativa. I soldi che mettono a disposizione Regione ed Enti locali per le azioni positive (l’iniziativa de minimis del Comune di Cagliari, nonchè i tanti programmi regionali finanziati con il Fondo Sociale Europeo, come promuovidea, impresa donne, prima, maciste, etc. fino ai programmi gestiti da Sardegna Ricerche con i fondi FESR…), le quali in gran parte premiano le nuove imprese innovative o la promozione dell’innovazione nelle imprese comunque esistenti vengono proprio da lì. Certo è necessario collaborazione e sinergia tra i diversi Enti. I quali devono coordinarsi. Dal dibattito è emerso che l’informazione è scarsa. Vanno bene le iniziative dei privati (per es.l’open Campus di Tiscali presentato da Renato Soru), ma occorre che gli Enti pubblici (in primis Regione, Comune e Camera di Commercio di Cagliari) si decidano a mettere su un apposito Centro di informazione per la creazione d’impresa, affidato ai migliori professionisti che sanno di queste questioni e che possano dare una mano davvero ai giovani. Aladinews al riguardo sta conducendo, con le sue modeste risorse, una campagna perchè vengano aiutati i neo e aspiranti giovani imprendiori. Per Cagliari e sua area vasta l’obbiettivo unificante è racchiuso nello slogan “Cagliari Territorio Intelligente”, anche in previsione del bando ministeriale (promesso entro breve termine dal ministro del Ministero dello Sviluppo Corrado Passera) che dovrebbe promuovere i più attivi e performanti territori dell’innovazione! (fm)