DarwinHealth, la startup di Andrea Califano che sfida il cancro

Maria Teresa Cometto —  November 8, 2016 — Leave a comment

Uno scienziato italiano ha aperto una nuova strada per sconfiggere il cancro e ha fondato una startup per rendere disponibili sul mercato i risultati della sua ricerca. E’ Andrea Califano, il chairman del Dipartimento di Biologia dei sistemi alla Columbia university, e la sua startup e’  DarwinHealth, fondata lo scorso febbraio insieme al ceo, Gideon Bosker.

 

Andrea Califano, the founding director and chair of the Columbia Department of Systems Biology

Andrea Califano, the founding director and chair of the Columbia Department of Systems Biology

“Finora  la medicina di precisione contro il cancro e’ stata  basata sullo studio delle mutazioni genetiche delle cellule tumorali – spiega a CorrierEconomia Califano, dal suo laboratorio alla Columbia -. Sfortunatamente questo approccio si e’ rivelato meno ‘preciso’ di quanto si sperasse: secondo i dati più recenti, solo il 5-11% dei pazienti curati su base genetica risponde in modo ‘clinicamente rilevante’ e molti di questi solo per un periodo di tempo limitato”.
Da 13 anni il metodo di ricerca avviato da Califano alla Columbia usa invece la matematica e la fisica per indagare come funzionano le cellule tumorali. “E’ come studiare gli ingranaggi di un orologio – racconta lo scienziato -. Prendiamo dati molecolari su centinaia di pazienti e li mettiamo nel nostro supercomputer, tra i più grandi al mondo per questo tipo di ricerca, per creare modelli con milioni di interazioni fra le biomolecole. Abbiamo cosi’ scoperto che tutti i tumori, dal linfoma alla leucemia, dal cancro alla prostata a quello al seno, hanno la stessa architettura: le mutazioni attivano sempre lo stesso piccolo gruppo di proteine che chiamiamo ‘regolatori chiave’ e che costituiscono la ‘cabina di regia’ del tumore. Infatti abbiamo dimostrato in decine di pubblicazioni che se si bloccano queste proteine, si ferma il cancro”.
La squadra di ricercatori guidata da Califano sta gia’ mettendo in pratica il nuovo metodo con i pazienti che decidono di partecipare ad un esperimento clinico chiamato “N of 1”: il malato di cancro si sottopone a una biopsia, le cellule vengono analizzate dal supercomputer che individua i regolatori chiave del paziente e i farmaci che li bloccano, sia quelli gia’ approvati dall’autorità americana Fda sia quelli in studi clinici. Poi le cellule tumorali vengono trapiantate nei topi per verificare l’efficacia di queste predizioni.
“I risultati sui primi sei tumori sono molto confortanti – dice Califano -. Nel peggiore dei casi, due medicine su cinque hanno fermato il tumore, nei casi migliori tutte e le sei le medicine selezionate dal computer hanno funzionato. E si trattava di tumori gravissimi, considerati finora incurabili”.
Califano, 55 anni, e’ un pioniere dell’approccio matematico allo studio dei tumori: ci lavora fin da quando nel 1990 era entrato in Ibm, al Centro di ricerca TJ Watson. Ha una laurea in Fisica conseguita all’Università di Firenze e vive negli Stati Uniti dal 1986, quando andò al Mit di Boston per una specializzazione post-laurea.
I brevetti dei sui nuovi metodi ce li ha DarwinHealth, la startup nata e tuttora ospitata nell’incubatore di tecnologia e scienza biomedica della Columbia, che ne possiede il 5% del capitale e parteciperà ai futuri profitti, secondo il modello di trasferimento tecnologico comune alle università statunitensi.
“DarwinHealth lavora su due piani – spiega Califano -: con le case farmaceutiche per scoprire nuovi impieghi delle medicine esistenti e svilupparne di nuove; e con i grandi centri di ricerca medica nel mondo per sviluppare studi clinici basati sulla nostra tecnologia”.
  A pochi mesi dalla nascita, la startup ha gia’ un cash-flow positivo. E’ molto snella, con quattro impiegati, oltre ai due fondatori, e utilizza il Laboratorio di Biologia dei sistemi della Columbia, pagando i suoi servizi. Ma il potenziale di crescita e’ enorme. Basti dire che Roche, leader mondiale nelle cure oncologiche, l’anno scorso ha comprato per 1 miliardo di dollari la maggioranza di Foundation medicine, una società che usa l’approccio più tradizionale, rispetto a quello di DarwinHealth, basato sulle mutazioni genetiche.

(articolo originariamente pubblicato su CorrierEconomia, 31 ottobre 2016)

Maria Teresa Cometto

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